Vincenzo Torrente

di Principe Myskin

 

 

Vincenzo Torrente Ŕ - in parole povere - un marziano.

Basta parlargli dieci minuti e ti sembra di aver passato una settimana di vacanza in montagna. Aria limpida, un cuore tosto e occhi tersi. Guardano e vedono il mondo come tu lo vorresti vedere e vorresti che tutti lo vedessero. Ti scopri a pensare che da lui compreresti un'auto usata, anche se te la proponesse al Bazar di Marrakesch, e che gli affideresti a occhi chiusi i tuoi figli, se dovessi fare un lungo viaggio di lavoro. Al ritorno te li troveresti migliorati, nel cuore e nei polmoni. E, magari, avrebbero anche imparato a scalare la marcatura, cosa che nelle durezze della vita serve, e come se serve, se non Ŕ truccare la contabilitÓ dei tuoi giorni, che vuoi... Ti dispiace pensare che la sua carriera potrebbe portarlo lontano da Genova. Poi pensi che quando i cuori si guardano in mezzo agli occhi, Ŕ per sempre. Se nella vita Ŕ importante "saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non Ŕ inferno, e farlo durare, e dargli spazio", Vincenzo Torrente Ŕ il fratello che tu vorrai sempre difendere e che vorresti sempre a difenderti.